Televisione e Tecnologia: cominciano entrambe per TE… ma fanno parte di ME.

Televisione

Amo la TV a 360° gradi. Mi piace guardare ogni tipo di programma, dai talk show ai reality show ma anche documentari e serie TV. Ammetto però di guardare più programmi che fiction e film; questi ultimi preferisco guardarli in prima visione al cinema, nel grande schermo e con effetti sonori imparagonabili a quelli di un televisore. E a proposito di televisore: è stato il regalo del mio primo stipendio e da amante della TV non ho potuto rinunciare ad una versione Smart, con uno schermo LED 4K abbastanza grande da occupare l’intera scrivania su cui poggia. Praticamente ho acquistato il migliore che potessi permettermi da neo-impiegato.

Ammetto anche di avere un debole per i game show, che un giorno mi piacerebbe tanto condurre. I quiz sono tra i programmi televisivi più seguiti, li guardano dai bambini agli adulti e hanno un’importante funzione, quella pedagogica. Non solo: essi fanno compagnia a tantissime persone anziane, ai malati ricoverati negli ospedali e persino ai carcerati, più di ogni altro programma. Insomma, i game show arrivano proprio a tutti, ogni giorno, sempre alla stessa ora; sono un vero e proprio appuntamento quotidiano e spesso da bambino li guardavo insieme ai miei nonni. Come ho scritto prima, un giorno mi piacerebbe condurli perché l’idea di far compagnia a tanta gente e far trascorrere loro del tempo in modo piacevole, distraendoli dai problemi della vita e nello stesso tempo educandoli, mi renderebbe orgoglioso del mio lavoro. Quello del conduttore televisivo, in generale, è un mio sogno nel cassetto e non smetterò mai di crederci. Penso di essere nato con questa passione. Da bambino mi immedesimavo talmente tanto nella parte del presentatore che ogni giorno mi mettevo a fare sali e scendi nelle scale del palazzo di famiglia in cui vivevo e iniziavo a cantare sigle, lanciare spot pubblicitari, fare televendite… e mi divertivo, mi divertivo tantissimo! Sempre da bambino ma da seduto, al computer, all’età di 9 anni circa, creavo persino dei veri e propri format di quiz con PowerPoint. Ricordo che realizzavo i loghi utilizzando i WordArt tridimensionali, aggiungevo effetti sonori, animazioni e tutto ciò che serviva per dar vita a un vero e proprio game show. Sì, proprio “show”, perché dopo aver ideato le varie fasi del gioco con le rispettive domande e aver trascorso ore ed ore a collegare ognuna di esse a più opzioni (risposta esatta o meno),non vedevo l’ora di invitare i miei amici a giocare (loro erano i concorrenti ed io ovviamente il conduttore e prima di tutto l’autore del quiz). Si tratta di ricordi meravigliosi rimasti impressi nella mia mente, grazie anche alle storie che mi hanno raccontato i miei genitori. Loro, ad esempio, mi hanno rivelato che da bambino amavo pazzamente 3 conduttrici: Mara Venier, Alba Parietti e Cristina Parodi. Ogni volta che le vedevo in TV mi incollavo allo schermo e iniziavo a far festa – tutto questo a soli 2 anni d’età. Mia madre mi ha raccontato inoltre che quando era in dolce attesa e ancora non si sapeva il sesso del nascituro, alla sua domanda: “che nome le diamo se è femminuccia?” io risposi subito e a gran voce: “Mara Venier”. Lei ovviamente mi disse che il nome era soltanto “Mara” ma io insistetti per “Mara Venier”. Alla fine nacque un maschietto e quindi il problema del nome per il mio fratellino non si pose.

Sempre riguardo al passato, sono certo che non potrò mai dimenticare il giorno in cui mi trovavo in cucina, davanti alla TV, poco prima delle ore 15. E sono sicuro che nessuno potrà mai scordare quel giorno: era l’11 settembre del 2001. Come molti bambini stavo guardando la Melevisione, su Rai Tre, quando d’un tratto la trasmissione fu interrotta per lasciar spazio a un’edizione straordinaria del TG3. Ricordo come fosse ieri le immagini che mandarono in onda; dopo un po’, terrorizzato, cambiai canale ma le immagini erano sempre le stesse, quelle del terribile attentato alle Torri Gemelle. È il ricordo più brutto che ho legato alla visione della televisione. Da allora, ogni volta che purtroppo avviene un attacco terroristico in una parte qualsiasi del mondo, rimango immobilizzato davanti alla TV e non posso far a meno di seguire in diretta tutti gli aggiornamenti, minuto dopo minuto.

Voltando pagina, i momenti invece di maggior felicità che vivo mentre guardo la TV sono quelli in cui sgranocchio delle patatine. Non posso farne proprio a meno, sono tanto dipendente dalle patatine quanto lo sono dalla televisione. Se poi va in onda uno dei miei programmi preferiti, e in particolare d’intrattenimento, allora una busta di “droga salata” da almeno 150 grammi è d’obbligo.

E d’obbligo per me è anche consultare quotidianamente le guide TV. Infatti non sono il tipo di persona che in televisione guarda ciò che capita, facendo zapping tra i vari canali. Questo succede molto raramente, di solito scelgo in largo anticipo i programmi da guardare, soprattutto quando si tratta di quelli in prima serata, e consulto vari blog per conoscere tutte le anticipazioni.

Se c’è un’altra cosa di cui non posso proprio fare a meno è quella di scoprire i dati Auditel dei programmi TV andati in onda il giorno prima. D’altronde le statistiche sono un’altra mia passione, quindi conoscere quante persone hanno scelto di guardare un determinato canale in un determinato momento, e magari anche il target, è pane per i miei denti. Così ogni mattina, alle 10, attendo con ansia i vari dati e scopro, ad esempio, qual è stato il programma più visto in prima serata, se uno nuovo ha avuto successo o è flop, ecc. Amo dunque analizzare la TV e dal 2017 ho l’onore di poterlo fare insieme a tanti altri appassionati di televisione come me grazie al mio programma preferito: Tv Talk. Per chi non lo conoscesse, si tratta di un talk show in cui si discute di TV insieme a chi la fa (conduttori, giornalisti…) e a prestigiosi opinionisti, nonché con Cinzia Bancone, Silvia Motta, Sebastiano Pucciarelli e Massimo Bernardini, che oltre ad essere uno dei mitici autori ne è pure il presentatore. È anche grazie alla loro simpatia (non solo professionalità) che seguo Tv Talk da sempre. Va in onda ogni sabato pomeriggio alle 3 su Rai 3 (imperdibile!).

Tornando a parlare di me come telespettatore, mentre guardo la TV oltre a ingozzarmi spesso e volentieri di patatine, come vi ho già rivelato, mi piace molto twittare e leggere i vari tweet per sapere cosa ne pensano gli altri dei programmi in onda e più in generale di ciò che vedono. Spesso creo anche dei sondaggi per conoscere l’opinione della gente su certi fatti o argomenti trasmessi in TV e inoltre, grazie all’utilizzo degli hashtag, è possibile scoprire quali sono i programmi in tendenza in un determinato momento (quelli cioè più twittati). Sul rapporto fra TV e Twitter ho anche scritto una tesina, che ho presentato all’esame orale di Comunicazione e Analisi dei Media – corso che tra l’altro ho scelto di seguire tra gli insegnamenti a scelta e che faceva parte di quelli della Magistrale. Questo è stato il mio ultimo esame all’Università e sono orgoglioso di averlo superato con 30 e lode, perché la TV è il mondo che più amo.

E questo mondo ho avuto modo di viverlo sia da dietro le quinte, a luci e microfoni spenti, che da dietro e davanti alle telecamere. Dietro alle telecamere lavorando come cameraman e assistente tecnico, davanti alle telecamere conducendo programmi per TV locali e partecipando come figurante, concorrente e altro, con lo scopo principale di fare ciò che mi piace e per scoprire la TV a tutto tondo. Perché come ho dichiarato all’inizio, amo la TV a 360°.

Tecnologia

Un altro mondo che amo è quello della Tecnologia. A 6 anni me ne stavo già a smanettare col PC di mio padre – chiaramente per quel che c’era da smanettare con il buon vecchio Windows 98 e per un bambino della mia età. A soli 9 anni ho realizzato il primo sito web, dedicato alla mia città, grazie agli strumenti offerti da Libero. Poi ho realizzato un sito dove collezionavo GIF animate, un altro sul gioco di carte Yu-Gi-Oh!, uno sui Pokémon e successivamente siti di musica, giochi Flash e video in streaming. Già all’età di 15 anni ero a mia insaputa il proprietario di un sito web di successo: PikiPlanet. Purtroppo ancora non me ne intendevo di statistiche, Google Analytics, Google AdSense… quindi neppure sapevo che il mio sito contava migliaia di visite al giorno e che avrei potuto monetizzarlo. Tutto questo l’ho scoperto solo col tempo e a mie spese, dopo aver ceduto il sito ad un’altra persona.

A me i siti web piaceva realizzarli (nel corso degli anni ho imparato a farlo da zero studiando da autodidatta vari linguaggi di programmazione), editarli e gestirli (sfruttando le potenzialità dei primi CMS come Wordpress, Joomla e phpBB). Quando ho capito di poter guadagnare qualcosa grazie a questa passione, allora ho iniziato ad inserire sui miei siti, che nel frattempo erano appunto più di uno (Play J, Play, Wownload, Musjca, Sup3r, Uploab, Puntate.net, VideoVirali.com – solo per citarne alcuni), i primi banner pubblicitari di Google e poi di Publy. Ed è in questa società che attualmente lavoro, con grande orgoglio. Posso infatti affermare con soddisfazione di “essermi fatto da solo” e soprattutto di aver trasformato quella che era la mia passione in quello che oggi è il mio lavoro. Se prima con i piccoli guadagni dei miei siti ho potuto pagarmi parte degli studi universitari, regalarmi qualcosa (chi ha detto “di tecnologico”?) e fare dei regali alle persone che amavo, oggi, sempre grazie alla mia passione per la Tecnologia, l’Informatica e il Marketing, percepisco uno stipendio e posso permettermi di vivere a Milano, dove appunto lavoro.

Sono Media Manager, mi occupo di Social Media Marketing ed e-commerce ma anche di consulenza commerciale e durante il mio “tempo libero”, cioè al di fuori dell’orario effettivo di lavoro in ufficio, molte volte lavoro come freelancer. Così trascorro il tempo a ideare nomi e payoff per prodotti, eventi o aziende, a realizzare loghi, video, siti web, a scrivere articoli di vario genere e all’occorrenza pure a tradurre siti o brochure.

Ho ad esempio ideato il nome HelloToys per una catena di giocattoli, Proskill per una società di perizie assicurative, Mooveet per un’azienda di eventi, Hyros per un brand d’abbigliamento, Eden Fit per un centro fitness e wellness, CloudUp per una piattaforma di Cloud Computing, TopTec per un’azienda di servizi informatici, Geekil per un marchio di elettronica, Eurekon per un network di scienziati, TuoFood per un’azienda alimentare, FeelthePlace per una startup di appartamenti turistici, Nuvels per un brand di tecnologia.

Ho tradotto articoli per uno studio dentistico e brochure per varie società, realizzato siti per privati e aziende, video promozionali e di testi per canzoni, campagne social per aziende, packaging di prodotti, cartelloni pubblicitari, locandine di eventi, copertine di libri, loghi di marchi e siti, grafiche per pagine social, per siti web e per linee d’abbigliamento.

A soli 15 anni ho scritto articoli per il sito di tecnologia più popolare in Italia: Geekissimo.com. Ho scritto e pubblicato articoli anche su uno dei primi siti web italiani dei mondi dell’Internet of Things: IoTworlds.it.

Ovviamente la Tecnologia mi piace anche utilizzarla, per questo motivo nel 2006 possedevo il mitico tivufonino (mica potevo fare a meno della TV mentre ero fuori casa!) e successivamente con i miei primi guadagni ho potuto acquistare uno dei pochissimi smartphone touchscreen in commercio all’epoca, l’LG U990 – che tra l’altro vantava anche una fotocamera posteriore da ben 5 megapixel (montata sull’iPhone 4 soltanto 2 anni dopo). Ricordo ancora quando i miei coetanei (e non solo) mi osservavano curiosi mentre utilizzavo quel cellulare così innovativo. Nessuno che io conoscessi aveva un cellulare con display touch, molti forse non ne avevano nemmeno visto uno prima. Io, invece, che leggevo molti blog come TheVerge, ero informato sulle nuove tecnologie e non vedevo l’ora di provarle o meglio ancora di poterle utilizzare quotidianamente. Eppure il mio primo cellulare fu proprio il tivufonino che ho citato prima e che ebbi all’età di 13 anni, quando gli altri invece il telefonino ce l’avevano già da anni. Da allora, con i miei guadagni, ho potuto cominciare ad acquistare qualche device tecnologico e oggi mi ritengo fiero delle mie piccole (ma per me a quel tempo grandi) “conquiste”. Del resto si prova più piacere ad ottenere ciò che si vuole solo con le proprie forze e con sacrificio.

La Televisione e la Tecnologia sono dunque le mie due grandi passioni e in parte o del tutto anche il mio lavoro. Credo che qualunque attività vada fatta al meglio delle proprie capacità, sempre, perché tutto farà parte della propria storia (oltre che del proprio CV) e sono convinto che “è meglio lasciar profumo anziché odore di bruciato” (oggi del resto si parla tanto di “feedback positivi” ed è chiaro che sono importanti). E che se le proprie passioni sono anche il proprio lavoro, allora, come disse Confucio, non si lavora neppure un giorno. Inoltre sono del parere che non bisogna mai mettere al primo posto il denaro, l’importante nella vita è innanzitutto essere felici e fare ciò che piace è sinonimo di felicità. Ad esempio io molti lavori che riguardano le mie passioni li farei anche gratis (ed è successo), perché comunque sceglierei di fare qualcosa di gratificante, piacevole, stimolante e imparerei sicuramente sempre qualcosa di nuovo, qualcosa in più. Secondo me la vera ricchezza è proprio il sapere.

Ho scelto di scrivere e quindi di condividere alcuni dettagli della mia vita personale con il buon proposito di alimentare dello spirito positivo in chi li legge. Non dico di poter essere d’esempio o d’aiuto per qualcuno ma come a me certe storie ed esperienze hanno fatto crescere e spinto a non mollare mai, allora vorrei che nessuno smettesse mai di credere nei propri sogni perché se una determinata cosa la si vuole davvero la si può ottenere, anche solo un po’ o per un po’. Le passioni vanno coltivate giorno dopo giorno, dopotutto se si nasce con esse… sarebbe un vero peccato morire senza aver prima provato a farle germogliare e poi magari anche maturare.